SILVIA RONCONI | di Anna Maria Carroli – poetessa e artista

Modista è una parola che molto si addice all’immagine di Silvia Ronconi. I cappelli sono cronologicamente il presente di un lungo percorso di vita all’insegna della costante sperimentazione e dell’inesauribile energia creativa e benevolente. Originaria di Terni, dopo gli studi superiori si trasferisce a Bologna per frequentare la Ater-Emilia Romagna Teatro, importante scuola diretta da Alessandra Galante Garrone. Alla fine degli anni Settanta, essere giovani, vivere a Bologna, frequentare un ambiente artistico sperimentale significava non solo essere al centro di un cambiamento di massa dei costumi, ma voleva dire essere proprio in uno dei luoghi in cui si creavano i nuovi modelli. Si voleva cambiare il mondo e si era certi di riuscirci, senza sforzo, indossando il proprio modo di essere in costruzione. Si preferivano abiti sgargianti, ci si tagliava i capelli in modo asimmetrico e spesso si tingevano con colori inusuali, ma già di origine vegetale. Silvia Ronconi appartiene a questa piccola schiera di creativi. Quando viene assunta nella Compagnia di Teatro di Figura “Drammatico Vegetale”, scopre il piacere che le dà il costruire con le proprie mani personaggi, abiti, accessori, scenografie, … tutto quello che sta dentro all’organizzazione di uno spettacolo, e inizia a fare la vita nomade dell’attore attraverso l’Italia. Resta comunque profondamente ancorata a Bologna, sua città di adozione. Partecipa infatti attivamente alla redazione del periodico alternativo Derive Sintetiche, che si occupa di arte, di teatro, di poesia, di costume, in un’ottica alternativa di Sinistra, quando ancora questa parola conteneva la sua potenza di ideale. Con un’inesauribile energia fonda anche una propria Compagnia di teatro di figura, La Compagnia di Ulisse. Il nome (di suo padre) è un omaggio alla sua famiglia, famiglia che la sosterrà nelle sue scelte in modo costante e con cui lei ha un legame affettivo molto profondo. Dopo anni emozionanti e carichi di esperienza Silvia Ronconi sente di nuovo la voglia di cambiare. La vita esageratamente movimentata dell’attrice, costantemente lontana da casa e dai suoi affetti inizia a stancarla. Si rende conto che vorrebbe diventare stanziale, almeno per un po’. Alla fine degli anni Ottanta, con l’energia, la rapidità e la leggerezza senza rimpianti che la contraddistinguono, chiude con il teatro da professionista e grazie alla sua grande competenza creativa e manuale inizia una collaborazione con la ditta bolognese Rab&Dab, per l’ideazione e la costruzione di accessori per l’alta moda, tra cui cappelli. Questo con i cappelli è l’incontro con quella che costituirà la sua scelta professionale futura. Decide di diventare Modista, afferma cioè sia il suo status di artigiana-artista, sia il fatto di essere tra le rare rappresentanti di un mestiere antico e quasi dimenticato. È “Huauh” il marchio delle sue creazioni, un marchio che si legge allo stesso modo da sinistra a destra e viceversa nel gioco del rovesciamento, un marchio che risuona come un’emozione di calda sorpresa di fronte a una nuova opera-cappello. Crea pezzi unici per negozi italiani e stranieri. Nel decennio del Duemila progetta e realizza collezioni haute couture per la casa di moda Borsalino. Ricominciano anche i viaggi per l’Italia, tra fiere e mostre di Artigianato Artistico, negozi, locali di tendenza. Organizza eventi che non riguardano solo la modisteria, ma che si legano a scelte culturali, artistiche e politiche, come ad esempio “Il festival del Kitch” realizzato nella sua città natale, con il supporto del Comune di Terni. Partecipa da anni alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze ed è spesso invitata ad eventi come ad esempio al “Sensorium International Gran Gala of Surrealism” o come al Festival Internazionale di Francoforte, Sommerwerft-2012. A volte mette in scena, in occasione degli eventi a cui partecipa, una conferenza- spettacolo sui materiali, gli attrezzi e le tecniche usate nella modisteria artigianale. Silvia Ronconi, dopo molte tappe è di nuovo stanziale, vive ora nell’alto Lazio.  Ha aperto nella zona medievale di Bolsena, famosa anche per l’omonimo lago, un negozio di cappelli, luogo di originalità, di bellezza, di scambio umano, artistico, culturale, in cui espone, vende e a volte prepara i suoi lavori.